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04/04/09

Commenti

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Rino

Ben detto!
Per digerire l'immigrazione ci vogliono anni, decenni, secoli!
Dopotutto, sono sempre avvenute e sempre avverranno, nel bene e nel male.
Buona serta.
Rino, concordando.

Pier Luigi Zanata

Si' Rino, il fatto e' che dimentichiamo la nostra storia di migranti. Non abbiamo memoria storica, mi riferisco a uno dei tuoi ultimi post.
Il sociologo Loic Wacquant, nella serie dei suoi studi sui ghetti, mette a nudo la ''logica istituzionale della segregazione e dell' aggregazione'' risultante in ''un livello considerevolmente piu' alto di frustrazione, poverta' e sofferenza nel ghetto''.
''Essere poveri in una societa' ricca significa - scrive Loic Wacquant - avere lo status di un' anomalia sociale ed essere privati del controllo sulla propria rappresentanza e identita' politica: l' analisi di questa macchia pubblica mostra la spoliazione simbolica che trasforma i loro abitanti in veri e propri reietti della società''.
La prof. Simona Amaritei, rumena, docente per 18 anni di matematica, in Italia come badante, in una email all' Espresso, intervenendo sulla difficile vita dei laureati italiani, scrive che ai suoi connazionali che lavorano nel nostro Paese, nessuno chiede chi erano e cosa facevano prima. Cita i casi di Viorica, preside di scuola, badante, di Doina, ingegnere chimico, donna delle pulizie, del marito Constantin, ingegnere meccanico, muratore, di Georgeta, biologa, badante, di Elena che ha due lauree, di Maria, docente di storia, di Violeta, economista ...
Si conoscono, scrive Simona Amaritei, solo i pochi stupratori e delinquenti coinvolti in fatti di cronaca che vengono assimilati a tutti gli altri.
La Caritas, in un recente studio, ha rilevato che il livello medio degli immigrati e' superiore a quello degli italiani, anche se il titolo di studio non e' sempre riconosciuto. Fanno quasi tutti un lavoro dignitoso, perche' si sono rimboccati le maniche, e non hanno rubato il posto a nessun italiano perche' nessuno e' disposto a sostituirli.
Buona fine settimana.
Vale

Fabio

La cosa brutta è che in Italia si mostra disprezzo per gli stranieri e si dimentica spesso di esser stati e di essere ancora, almeno in parte, un popolo di migranti. Un salutone da Fabio.

Pier Luigi Zanata

Hai perfettamente ragione.
Fabio un abbraccio,buon a domenica.
Vale

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